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Ho
avuto la fortuna di assistere ad uno degli ultimi filò nella stalla del
nonno ma tornare a casa quella
sera è stata un'impresa!!!
Avevo
circa dieci anni , non era il classico filò quello era finito un po
d'anni prima ma fù un ritrovo
per via di una mucca che partorì un bel
vitellino . Erano circa le
dieci di sera non avevo mai assistito alla
nascita di un vitellino , mi sono messo in un angolo della stalla e in
silenzio ho seguito tutto il
parto . Quando dopo varie fatiche il nonno
riuscì a tirarlo fuori restai
un po impressionato perchè era tutto fradicio
e sporco di sangue , qualcuno
vedendomi preoccupato mi assicurò che era
tutto normale e con del fieno
lo asciugarono . Dopo pochi minuti voleva a
tutti i costi alzarsi in piedi
e al terzo tentativo ci riuscì , barcollava
un po ma era sulle quattro
zampe . Pensai che ai bambini per camminare ci
vogliono circa dodici mesi dopo
cinque minuti il vitellino già si
arrangiava!!.
Tutto
andò bene il nonno fece un cenno alla nonna senza parlare , lei sparì
dopo un po arrivò con un
fiasco di vino rosso , me ne versarono un dito nel
bicchiere e qualcuno mi disse
" bevi che ti fà buon sangue ". Quando il
bottiglione fù finito uno zio
disse che era tardi e si doveva andare a letto
della mia famiglia ero rimasto
solo, la stalla del nonno era a circa un
centinaio di metri da casa mia,
qualcuno vedendo che ero l'unico giovane
rimasto pensò bene di farmi
uno scherzo disse che ieri sera verso mezzanotte
stava rientrando a casa e
proprio vicino alla fontana senti un rumore si
girò e li si rizzarono i
capelli in testa vide due occhi rossi, guardò
meglio e vide che appartenevano
ad un agnello bianco ma era più grande di un
uomo e in testa aveva due
grosse corna, fece un ghigno mostruoso poi si mise
a correre e dove passava scioglieva
la neve tanto era il calore che emanava a
un certo punto si alzò in celo
e con una scia infuocata sparì dietro il
monte Spitz .
Allora
non li vidi ma penso che dopo il racconto i miei maestri si
strizzarono l'occhio.
Uno alla volta uscirono dalla
stalla per tornare a casa ma nessuno di quelli
rimasti faceva il mio percorso, era rimasto solo il nonno che indaffarato
col vitellino non aveva certo
sentito il racconto e mi disse che ora dovevo
andare a casa, volevo
chiedergli di accompagnarmi ma non volevo far vedere
che avevo paura così decisi
ahimè di ritornare da solo, lo salutai e partii
a razzo verso casa.
Ero
ormai a pochi metri dall' uscio di casa quando un rantolo disumano mi
fece accapponare la pelle, non
ci pensai su entrai a mi chiusi la porta alle
spalle quando mi videro i miei
mi chiesero cosa era successo che ero bianco
come la morte non dissi nulla
anche perchè non riuscivo a pronunciare una
parola.
Passati
alcuni giorni venni a sapere che il ghigno lo avevano fatto i
burloni che mi avevano
raccontato la storia.
Alcuni
anni dopo ho capito che queste storie si tramandavano infatti quelli
che l'avevano fatta a me a sua
volta l'avevano ricevuta da altri; quando sono cresciuto un po e avevo
capito queste burle me le facevo
raccontare da quelli più
grandi e ce n'erano alcune veramente particolari e
ognuno ne metteva un po' del
suo, si dovrebbe fare una raccolta di tutte
queste storie ne uscirebbe un libretto
così anche i ragazzi di oggi
capirebbero come se la
passavano un tempo i loro coetanei.
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