L'ultimo filo'... 

a cura di Franco Mattiello - marzo 2007

 

 

 

 

 

Ho avuto la fortuna di assistere ad uno degli ultimi filò nella stalla del nonno ma tornare a casa quella sera è stata un'impresa!!!

Avevo circa dieci anni , non era il classico filò quello era finito un po d'anni prima ma fù un ritrovo per via di una mucca che partorì un bel vitellino . Erano circa le dieci di sera non avevo mai assistito alla nascita di un vitellino , mi sono messo in un angolo della stalla e in silenzio ho seguito tutto il parto . Quando dopo varie fatiche il nonno riuscì a tirarlo fuori restai un po impressionato perchè era tutto fradicio e sporco di sangue , qualcuno vedendomi preoccupato mi assicurò che era tutto normale e con del fieno lo asciugarono . Dopo pochi minuti voleva a tutti i costi alzarsi in piedi e al terzo tentativo ci riuscì , barcollava un po ma era sulle quattro zampe . Pensai che ai bambini per camminare ci vogliono circa dodici mesi dopo cinque minuti il vitellino già si arrangiava!!.

Tutto andò bene il nonno fece un cenno alla nonna senza parlare , lei sparì dopo un po arrivò con un fiasco di vino rosso , me ne versarono un dito nel bicchiere e qualcuno mi disse " bevi che ti fà buon sangue ". Quando il bottiglione fù finito uno zio disse che era tardi e si doveva andare a letto della mia famiglia ero rimasto solo, la stalla del nonno era a circa un centinaio di metri da casa mia, qualcuno vedendo che ero l'unico giovane rimasto pensò bene di farmi uno scherzo disse che ieri sera verso mezzanotte stava rientrando a casa e proprio vicino alla fontana senti un rumore si girò e li si rizzarono i capelli in testa vide due occhi rossi, guardò meglio e vide che appartenevano ad un agnello bianco ma era più grande di un uomo e in testa aveva due grosse corna, fece un ghigno mostruoso poi si mise a correre e dove passava scioglieva la neve tanto era il calore che emanava a un certo punto si alzò in celo e con una scia infuocata sparì dietro il monte Spitz .

Allora non li vidi ma penso che dopo il racconto i miei maestri si strizzarono l'occhio. Uno alla volta uscirono dalla stalla per tornare a casa ma nessuno di quelli rimasti faceva il mio percorso, era rimasto solo il nonno che indaffarato col vitellino non aveva certo sentito il racconto e mi disse che ora dovevo andare a casa, volevo chiedergli di accompagnarmi ma non volevo far vedere che avevo paura così decisi ahimè di ritornare da solo, lo salutai e partii a razzo verso casa.

Ero ormai a pochi metri dall' uscio di casa quando un rantolo disumano mi fece accapponare la pelle, non ci pensai su entrai a mi chiusi la porta alle spalle quando mi videro i miei mi chiesero cosa era successo che ero bianco come la morte non dissi nulla anche perchè non riuscivo a pronunciare una parola.

Passati alcuni giorni venni a sapere che il ghigno lo avevano fatto i burloni che mi avevano raccontato la storia.

Alcuni anni dopo ho capito che queste storie si tramandavano infatti quelli che l'avevano fatta a me a sua volta l'avevano ricevuta da altri; quando sono cresciuto un po e avevo capito queste burle me le facevo raccontare da quelli più grandi e ce n'erano alcune veramente particolari e ognuno ne metteva un po' del suo, si dovrebbe fare una raccolta di tutte queste storie ne uscirebbe un libretto così anche i ragazzi di oggi capirebbero come se la passavano un tempo i loro coetanei.

 

 

 

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