Tragedia sul Basto    

a cura di Franco Mattiello - luglio 2006

 

 

  

  Era una mattina d'inverno, avevo circa 13-14 anni. Mi sono alzato e ho guardato dalla finestra, c'era un muro di nebbia, fenomeno un po' insolito per la stagione ma come si dice da noi era veramente "fissa".

Ho fatto colazione, sono uscito di casa per andare a prendere la corriera per recarmi a scuola ed è stato a quel punto che per poco non mi veniva un colpo!!!    Un rumore assordante si stava avvicinando e sembrava che si dirigesse verso la casa. A pochi metri di distanza si ergeva un monticello chiamato Spigolo e alla base c'era una macchia di tigli, da noi dette "linte", alte circa 25-30 metri. Quando ho capito che si trattava di un elicottero perso nella nebbia ero sicuro che si sarebbe schiantato contro di esse che per altro erano molto vicine a casa mia. Avevo già il cuore in gola che con una virata ho sentito il rumore allontanarsi. Con sollievo mi sono avviato verso la fermata del bus.         Stavo salendo quando ho sentito un tonfo come una bomba esplosa sott'acqua (sicuramente fu la nebbia ad ammortizzare il botto) . 

Capii che era successo qualcosa di grave!  Tornai da scuola e mi fu riferita la notizia che nel Basto, ossia a metà strada tra monte Falcone e cima Marana un elicottero iracheno con a bordo 8 soldati si era schiantato a pochi metri dalla vetta ed era esploso; nessuno era rimasto vivo. Sul posto c'è ancora l'elica del velivolo lasciata in ricordo. 

Ogni tanto passo da quelle parti ed ho ancora davanti quel mattino di nebbia e mi sembra di sentire quel rombo assordante.

              

 

 

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