|
ROUTE DES GRANDES ALPES 19.20.21.22.23 GIUGNO 2007 a cura di Mirco Cailotto- agosto 2007 |
|||||
|
|
Dopo giorni di incertezze e indecisioni come per ogni partenza, Mirco e Ivan partono in moto per affrontare la ormai mitica Route Des Grandes Alpes, itinerario stradale che attraversa le Alpi Marittime da Nord a Sud, percorrendo i più alti passi alpini situati ahimè in Francia, dal Lago di Ginevra alla Costa Azzurra. 19/06 - Partenza alle 8,15 da S.Quirico, mediata tra le 7,00 di Ivan e le 9,00 di Mirco, dopo il caffè dalla motara del Red Wall finalmente si parte, senza tenda perché considerata veramente troppo avventurosa da Ivan. 400 km di autostrada per arrivare ad Aosta dove finalmente si cominciano a vedere le montagne e a fare qualche tornante, molto bello il -Colle del Gran San Bernardo, alla cui sommità c'è, oltre al laghetto in quota e a una statua che non è di San Bernardo ma di Pio IX, manco a dirlo un allevamento di cani San Bernardo che si può anche visitare assieme a un museo; dopo la frontiera c'è il cartello stradale del passo ma i nostri eroi non si fermano per non insospettire ulteriormente i finanzieri che li hanno appena fatti passare. Oltrepassato il colle si entra in Svizzera direzione Martigny, ci dovrebbe essere passato anche Napoleone perché ci sono cartelli col tipico cappello in cima; di lì verso Ovest per raggiungere Chamonix Mont Blanc per il -Col De La Forclaz, 1500 m. circa abbastanza tranquilli. Prima di Chamonix si incomincia a vedere il versante Francese del Monte Bianco, imponente coi ghiacciai che scendono lungo le valli. Troviamo da dormire facilmente e a buon prezzo anche se è una località turistica rinomata in tutti i periodi dell'anno, bello il centro ma soprattutto il panorama alpino circostante, meno bello il conto che ci presentano dopocena, anche se la Fondù era buona.
20/06 – Si riparte alle 7,30? 8,30? 9,30? verso le dieci dopo un caffè tremendo e si punta verso Megève e poi Notre Dame de Bellecombe, finalmente il primo cartello della Route tra il Col des Aravis e il -Col Des Saises, il primo questo che affrontiamo del percorso, tranquillissimo a 1650 m. Si prosegue per il -Cormet de Roselend attraversando Hauteleche e poi Beaufort; bellissimi panorami alpini vicino alla vetta, compreso un lago artificiale in mezzo alle vette ancora in parte innevate. Dopo il Cormet de Roselend si prosegue verso Bourg St Maurice e si segue il corso dell'Isere fino a Val D'Isere, altra località famosa per il turismo invernale, tappa per panino con la baguette e poi via, verso il più alto passo d'Europa, il -Col De l'Iseran, bello, ma l'emozione maggiore è proprio che siamo 10 m. più alti del Passo dello Stelvio. Foto sul mitico cartello, acquisto dell'adesivo e dieci minuti di riposo per poi ripartire direzione Val Cenis, a una deviazione non resistiamo alla tentazione di un altro passo, il
-Col du Mont Cenis, dove c'è anche la frontiera per l'eventuale rimpatrio, ci fermiamo in sommità e poi torniamo indietro, direzione Modane, l'uscita del traforo del Frejus. Dopo il tranquillo -Col du Telgraph, che un francese ha anche tentato di spiegarci perché si chiama così ma non l'abbiamo capito, finalmente arriviamo a Valloire, altro paesello alpino dove viene fatta annualmente, una mostra internazionale di Quod, nei dintorni ci dovrebbe essere anche una caserma della Legione Straniera, ma niente di sicuro perché ci è stato riferito da uno che dovrebbe essere parente di Ines Sastre dopo alcuni ottimi Genepì. Pernottamento all'hotel La Poste, buono anche come prezzi, ottima la colazione, meno la pizza che Ivan costringe ad andare a mangiare, con tanto di Pastis come aperitivo, in onore di Comando.
21/06. Siamo bravi, anche se c'è la nebbia e pioviggina partiamo qualche minuto prima del giorno prima, direzione Briancon, prima tappa in vetta a un altro mito, il -Col Du Galibier, 2642 m, tra questi paesaggi stupendi c'è il confine tra le regioni Savoia e Provenza, subito dopo il Galibier si scende al -Col de Lautaret per poi proseguire verso Briancon e poi il -Col d'Izoard, sulla cui sommità c'è una stele a ricordo dei reparti dell'esercito che hanno costruito la strada, appena sopra la strada un punto panoramico con l'indicazione di tutte le vette dei dintorni. Proseguendo si trova Guillestre, Vars e il -Col de Vars, niente di speciale, solo che andando giù, sulla sinistra, si trova una formazione rocciosa simile alle piramidi di Segonzano. A questo punto abbiamo dovuto fare una scelta, il tracciato dell'itinerario presenta un bivio, ovviamente abbiamo scelto la strada col passo più alto, il -Col de la Bonette; si è rivelata la scelta migliore, è stato forse il passo più bello come maestosità dei paesaggi e come strada di tutto il percorso; al bivio dove inizia la strada e poi lungo tutto il percorso si trovano cartelli con la scritta “Route de la Bonette La plus haute d'Europe”, effettivamente anche se il passo è qualche metro sotto, proseguendo sulla strada con un po' di divieto, si arriva appena sotto la Cime De La Bonette, a un'altitudine di 2802 m. Non c'era nessuno, non cresceva nemmeno l'erba in vetta, poi è arrivata un po' di gente, panorama stupendo, ma non c'è nemmeno un cartello stradale che certifichi il passaggio, ad ogni modo poco sotto la cima abbiamo incontrato le marmotte, si avvicinavano tranquillamente e attraversavano anche la strada senza paura. Scesi da la Bonette si arriva a St. Etienne de Tinee, dove passa appunto il torrente Tinee, tipico torrente alpino impetuoso con un'acqua azzurrissima. Ripresa la marcia dopo il gelato ci siamo messi in direzione St Martin Vesubie passando dal -Col de St Martin, poi il -Col de Turini, non altissimo ma bella la strada, dovrebbero averci corso anche il Rally di Montecarlo, dopo di che, siccome a Moulinet non abbiamo trovato da dormire, siamo andati fino a Sospel, bellissima cittadina non lontana dalla costa; pernottamento e cena alla sagra del paese.
22/06 Manca solo il -Col de Castillon per arrivare alla meta, Mentone; il paesaggio ormai è completamente cambiato, le montagne molto più basse; arrivati a Mentone, solo visto il mare perché a Ivan non piace, abbiamo proseguito verso il Principato di Monaco, fatto il circuito del Gran Premio e visitato il porto dove c'erano alcuni yacht che sembravano portaerei, in effetti alcuni avevano un elicottero parcheggiato sopra, bella la Route de la Turbie, che va in cima al rilievo sopra Montecarlo. Prua direzione Fongara, attraversando Ventimiglia e Sanremo, giunti a Genova, essendo Mirco stato accusato da Ivan di aver fatto sempre tutto quello che voleva lui, invece di andare a bagnarsi i piedi nel Tirreno siamo entrati nell'entroterra Ligure, direzione Piacenza e ci siamo fermati a Torriglia (GE). Pernottamento all'Hotel La Posta, all'interno c'e anche una piccola biblioteca e una esposizione di dipinti; aperitivo e poi caffè e amaro al bar Prie Niegre, bar gestito da un Genovese con origini vicentine, da tornare.
23/06. Rientro a casa tutto in strada normale, superata la Valtrebbia, bella e lunga strada da fare in moto, arrivati a Piacenza, saluti a Cremona, Mantova, Verona, spritz aperol a Valdagno e finalmente Fongara.
Fedeli e infaticabili compagni di viaggio:
1700 km di strada di ogni tipo, dall'autostrada a strette strade di montagna; 5 giorni intensi e stancanti ma ne è valsa la pena.
Ringraziamenti: a Toni Berto, che ha lanciato l'idea dell'itinerario ma poi ha preferito il mare; a Andrea Comando, per alcune dritte e per la borsa che ha prestato a Mirco, a Ruggero per la borsa di Ivan, a tutti quelli che hanno sopportato la programmazione del viaggio.
|
|
|||
|
Vuoi aggiungere, continuare, questo articolo, scrivici a info@fongara.it |
|||||