L'ultimo concerto con Marco 

a cura di Franco Mattiello - febbraio 2007 

Stavo ascoltando una canzone della Nannini e mi è venuto un nodo in gola!!!

Non ero mai stato a un concerto di Gianna l'idea me l'aveva buttata Marco "La Nannini la ven a Vicensa " non me lo feci ripetere ci procurammo i biglietti . Siamo arrivati a Vicenza un paio d'ore prima così girammo un po per il centro quando mancava circa un ora andammo in Piazza dei Signori dove facevano il concerto notammo che non c'era tanta gente ma dopo alcuni minuti migliaia di persone affollavano la piazza . Quando si presentò in scena fu un tripudio e per due ore si susseguirono applausi e euforia , Gianna saltava da una parte all'altra del palco applaudita da tutta la folla che la accompagnava in coro . Fece una carrellata di brani dell'ultimo album mescolandoli con cavalli di battaglia del passato , notai subito che Marco le cantò tutte non sbagliava una parola e alla fine glielo dissi che ero disposto a scommettere su tutte le migliaia di persone era l'unico che conosceva a memoria tutte le parole di tutte le canzoni , mi sorrise con la sua solita espressione senza darsi arie ma con la semplicità di un vero amico. Intanto la Nannini verso il finale invece di perdere colpi cantava a squarciagola arrampicandosi su un'impalcatura per circa cinque metri dove erano fissati i fari gettandosi poi letteralmente tra il pubblico ...un emozione unica !!

Così quando ora o per la radio o cd ascolto una sua canzone mi viene un nodo in gola ed è per questo che sposto la visione e mi fermo al concerto e alla bella serata passata insieme , cosi finisco con una frase di una canzone che abbiamo cantato insieme dal titolo "Possiamo sempre".

   Ma chi sei tu per farmi male

   ma chi ti ha chiesto di sparire

   ma chi ti ha tolto il paradiso

   ma chi ti ha dato poi ucciso

   ma chi hai perso per la strada

   ma chi ti manca la mattina

   ma chi ha rotto la tua vita

   possiamo sempre vivere

   possiamo sempre farci fuori anche se siamo soli

   possiamo sempre

   possiamo sempre scegliere

   possiamo sempre farci suore

   possiamo sempre far l'amore come comanda Dio .

 


Marco vive ... 

a cura di Franco Mattiello - novembre 2006

     A nome di tutti gli Amici di Fongara mi sento in dovere di non dover chiudere qui tutta l’amicizia e i bei momenti che abbiamo passato insieme perciò ho deciso di ricordare . Di storie trascorse insieme ne avrei da raccontare quella che ora mi viene in mente fù quella volta che Federico e Marco mi accompagnarono all’ospedale.

Avevo ancora la Fiat Uno verde con l’adesivo dell’aquila sul cofano, quella sera  anche l’aquila smise di volare .Come sempre ci siamo trovati  qui in paese e dopo aver vagabondato un po’ in giro giunte le due tutti i locali stavano chiudendo , eravamo a S. Quirico e decidemmo di finire la serata a casa mia  mangiando qualcosa . Ognuno aveva la  propria macchina io ero il primo dietro  c’era Fede e per ultimo Marco; ad un certo punto Fede mi sorpassò io accelerai un po’ per stargli  almeno alla pari però non avevo fatto i conti con la strada ghiacciata con i vari intrugli che avevamo ingerito e per ultima la stanchezza  non me ne accorsi neanche persi il controllo dell’auto  e piombai addosso ad un albero . Con la testa ruppi il parabrezza  la macchina distrutta , avevo un piccolo taglio in fronte , dopo avermi assistito Marco e Fede mi vollero portare al pronto soccorso per accertarsi che non ci fosse niente di rotto , però ci mettemmo d’accordo su cosa dovevamo dire ai dottori per non rischiare la patente e fù così che raccontammo una balla .

  All’entrata dell’ospedale non sapevamo bene dove andare chi diceva di qua chi di là e qui entrò in gioco Marco col suo modo di fare disse “ da quella parte, ... non me sbaglio... varde' che mi a son nato qua “ .  

Aveva il potere di  sdramattizzare tutte le situazioni con le sue massime  che tuttora ci accompagnano .

 A  Marco

 

   Ti  abbiamo conosciuto sopra il mini Oxford senza di te la partita a calcio non poteva iniziare come sempre tu danzavi col pallone, noi arrancavamo dietro di te però non ce lo facevi pesare e avevi una parola buona per tutti! Di storie da raccontare ne abbiamo tante...  alcune resteranno indelebili nella nostra mente . Qualsiasi avvenimento solo se c’eri tu con la tua ironia  e l’ennesima battuta  rendeva la storia indimenticabile, non ti abbiamo mai visto arrabbiato. Il tuo volto sereno ci rassicurava. Il tuo carattere si fondeva con la passione per la musica e tu ce l’avevi nel cuore lo si capiva dalle centinaia di canzoni  che sapevi tutte a memoria e quando le cantavi con la tua bella voce non potevamo che ammirarti. Ora non sarà più come prima ma il ricordo di te ci aiuterà ad andare avanti, adesso siamo un po'  confusi non ci rendiamo conto che tu non ci sei più. Marchetto…e già perché sembravi un ragazzino eppure avevi già una bella famiglia e quando i tuoi figli  capiranno saranno orgogliosi di avere avuto un padre così .

 

Noi non vogliamo che finisca qui tu resti in mezzo a noi per sempre .

                I tuoi amici di  Fongara .


Ciao Marco

a cura di Loris Cailotto - novembre 2006

   Son gia' passati dei giorni da quando non sei piu' tra noi caro Marco e difficilmente ci si convince della tua assenza ...
Ritengo doveroso ricordare la tua semplicita' , gentilezza  e amore verso il prossimo rievocando anch'io , che ho una decina di anni in meno di te, alcuni dei momenti felici trascorsi assieme.
Non scordero' mai quando tu  e il cugino Franco ci portavate in giro la sera... le prime uscite da adolescenti.
E gia' perche' voi eravate grandi e con l'auto ci portavate a vedere il mondo .
Abitando quassu' infatti per un giovane senza patente la sera non ci sono molti divertimenti cosi' tu ci portavi in xo', come diciamo noi ,sempre premuroso di non tardare troppo per non metterci nei guai visto la giovane eta' che avevamo.

Tu eri cosi' pensavi sempre  prima al prossimo  anche nelle cose piu' semplici.
Invidio il tuo carattere d'oro... la tua  battuta sempre pronta e ironica che metteva d'accordo chiunque .
Quanti momenti al bar delle opere parrocchiali a giocare e bere il birrino, come lo chiamavi tu e poi,
con la tua lancia delta , via  a giocare a stecca ( biliardo)  e divertirsi in compagnia delle  tue battute ...

Potrei continuare ancora ... ma preferisco ringraziarti per tutto cio' che mi hai  dato e per le cose che mi hai insegnato, per la tua visione della vita cosi semplice che nulla sembrava ti spaventasse.

Grazie Marco e , come avresti salutato tu, mi permetto di dirti con un' immenso affetto CIAO VECIO !!!

 

 

 

 

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