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Ormai
da qualche anno conosco un ragazzo di Fongara che, di tanto in tanto, vado
volentieri a trovare. E questo non
soltanto per l’amicizia che ci lega o per la sincera ospitalità della
sua famiglia ma, non da meno, anche per trovare la tranquillità e il modo
di vivere insieme che manca ormai dappertutto e che, per ovvi motivi
anagrafici, io non ho mai potuto conoscere nel mio paese natale.
Infatti in questa
piccola frazione, formata ormai soltanto da poche contrade che anno dopo
anno inevitabilmente si spopolano, ancora oggi ognuno conosce tutti e le
relative famiglie.
Si vive liberamente
a stretto contatto con la natura, in particolar modo coltivando le ancora
cospicue quote di terreno rimaste curate in seguito al graduale abbandono
dell’agricoltura per la più redditizia occupazione in qualche azienda
giù a valle nei comuni limitrofi.
I bambini al ritorno da scuola e
nelle lunghe sere d’estate giocano nelle corti e nelle terrazze davanti
alle abitazioni e trovano ristoro dal caldo bagnandosi e bevendo alle
fontane, le stesse che alcune loro madri scelgono per lavare i vestiti,
rimandando ancora la tecnologia dei tempi moderni.
Gli animali domestici corrono
liberamente per le strette vie dove alcuni anziani trovano ancora la
tranquillità di una chiacchierata sotto un cielo stellato e con il
sottofondo del cantare dei grilli mentre la poca luce artificiale lascia
ancora intravedere il volare delle lucciole.
I ragazzi, a differenza dei loro
coetanei “cittadini” molte volte scelgono il divertente correre sui
prati verdi in compagnia rispetto all’uso sfrenato e solitario di alcune
creazioni della tecnologia come computer, walkman, cellulari ecc. che dopo
la prima umana curiosità lasciano spazio ad un senso di vuoto.
Forse molte persone, che
considerano le città e il benessere in cui vivono l’habitat migliore
per l’uomo in cui trovare una vita comoda e felice, dovrebbero alcuni
giorni l’anno passare per dei luoghi come Fongara e provare a respirare
la serenità di una vita senza i rumori, l’inquinamento e il caos
quotidiani della vita moderna.
Questo
non per convincerli a trasferirsi, poiché la comunità d’oggi ormai
richiede questo grado di sviluppo per il suo sostentamento, ma per
rivalutare luoghi come questo, ideali per trovare ristoro nel tempo libero
e magari in qualche spezzone di vacanza.
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