Fora febraro che marso le qua...

a cura di Franco Mattiello - febbraio 2007

 

Fora febraro che marso le quà se no le marso el se smarsirà!

Quante volte lo abbiamo cantato da piccoli questo verso per chiamare la primavera...alla fine di febbraio e precisamente l'ultimo giorno già dal pomeriggio negli occhi di tutti i ragazzi e anche quelli un po più grandi c'era una luce diversa , ci si preparava per "ciamar marso". Questo consisteva nel prendere vecchi coperchi di pentole , barattoli , snatere e campanelli ossia tutto quello che poteva far rumore , partire per le varie contrade e annunciare la primavera facendo più rumore possibile ! con questo rito si salutava l'inverno freddo e lungo lasciando spazio alla bella stagione . Ricordo alcuni anni ci si trovava anche una quarantina di ragazzi e anche qualche adulto perchè era una tradizione che si tramandava da padre in figlio , mio papà mi ha raccontato che ai suoi tempi ogni contrada aveva un gruppo e si posizionavano sopra le varie montagne così facendo tutti si sentivano a suon di tamburi, botti, coperchi e non per ultimi i canti che duravano fino a notte inoltrata . 

Un paio di anni fà recandomi al lavoro un signore di circa una sessantina d'anni che abita a Valdagno mi disse che la sera prima non era riuscito a dormire perchè in giro c'era gente che faceva rumore con barattoli , coperchi e in più facevano dei botti col carburo , tentai di fargli capire che stavano chiamando marzo , mi spiegò che non conosceva questa tradizione!!! L'anno scorso la sera dell'ultimo di febbraio mi trovavo qui a Fongara a casa di conoscenti stavamo chiacchierando davanti alla tv da lontano udii il suono di coperchi e barattoli fù un tonfo al cuore , mi sono rallegrato perché sapere che qualche giovane d'oggi ci tiene ancora alle tradizioni mi ha fatto piacere , purtroppo tutto è svanito nel giro di pochi secondi , infatti il proprietario della casa è uscito con un ombrello in mano e con lo sguardo torvo ha urlato a quei quattro , cinque ragazzi che avranno avuto otto anni che se non la smettevano di fare rumore l'ombrello glielo avrebbe spaccato sulla schiena perché lui aveva da sentire la tv !!!  

Delusi quei ragazzi hanno smesso di suonare e se ne sono andati , da quì ho capito che anche questa tradizione se ne stava andando come facevano quei fanciulli . Pensare quanto bene faceva questa cosa sia per stare insieme e anche fisicamente visto che si percorreva anche una decina di chilometri a piedi .

Bisogna ammettere che siamo tutti un po’ intontiti dalla scatola magica che propone di diventare belli , famosi , importanti e milionari , lasciando da parte i veri valori della vita che sono anche le tradizioni e i costumi di un tempo . Quassù ce da dire che la fiammella delle tradizioni è ancora accesa sta a noi non farla spegnere se non altro per mantenere parte della cultura del nostro paese .

Si sa queste cose non sono indispensabili ma sapere che ci sono a volte ci fanno vivere meglio .

 

 

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