Basto del Campetto

a cura di Lucio Borga - agosto 2007

 

 

 

   Breve viaggio fra storia e preistoria

Comunemente si pensa che la zona di Fongara sia stata abitata da animali e coperta di foreste fino all’arrivo dei “Cimbri”, nei primi secoli del secondo millennio.

Invece anche noi, nel nostro piccolo, abbiamo la nostra “Valle dei Re”, il sito archeologico, come quello Egizio sottoposto a secolare saccheggio, che proverebbe la presenza umana in zona, già in epoca preistorica.

Nella zona fra Monte Falcone e Cima Marana denominata Basto, nel corso degli anni ci sono stati ritrovamenti, casuali prima e in seguito a ricerche e brevi campagne di scavi poi, di reperti risalenti a tre epoche differenti.

I più antichi daterebbero tra 1000 e 1500 anni prima di Cristo anche se non si esclude che l’uso di questi strumenti si sia protratto a periodi successivi.

Si tratta di punte di frecce e di quelli che sono definiti grattatoi, degli utensili taglienti, in selce, materiale non reperibile in natura sul Campetto.

D’epoca Romana, IV secolo dopo Cristo, sono i numerosi ritrovamenti di monete avvenuti fin dall’ottocento, prima da pastori che frequentavano il luogo, poi da un Parroco di Fongara, Don Marcantonio Pozza.

In tempi più recenti, archeologi e appassionati, anche con l’uso di cercametalli, hanno trovato altre monete Romane oltre a cocci di olle e vasi, sempre della stessa epoca, ma anche frammenti di metallo databili ad epoca Longobarda, VII-VIII secolo dopo Cristo.

Il reperto più interessante di quest’ultimo periodo è una fibbia di fabbricazione barbarica in ferro, con saldata una lamina in bronzo decorata con un motivo a treccia.

I più recenti ritrovamenti risalgono al 1995 ed al 2005 da parte di un gruppo di ricercatori di Crespadoro, si tratta di una moneta, di un cucchiaio di bronzo, una punta di freccia in ferro ed altri reperti in metallo, tutti risalenti ad epoca Romana

Molti di questi ritrovamenti si possono ammirare nel museo Dal Lago di Palazzo Festari  a Valdagno.  

 

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