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A contatto con la
natura "Una
storia vera" a cura di Franco Mattiello - ottobre 2006 |
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Con qualche accorgimento e un po’ di fortuna capitano delle cose che ti restano impresse dentro per sempre. A me ne sono capitate diverse alcune veramente incredibili che mi lasciarono esterrefatto. Una di queste mi capito’ un mattino di fine maggio in un laghetto alle parti delle Montagnole. Partii da casa il mattino presto per andare a pescare , arrivato sul posto il buio della notte stava lasciando spazio al giorno che prometteva una bellissima giornata. Preparai la canna e lanciai la lenza nel laghetto che a dire il vero piu’ che un laghetto è una pozza d’ acqua non piu’ lunga di trenta metri e larga dieci quindici, circondata di pini che la rendono magica. Passarono alcuni minuti complice il silenzio del luogo e forse la sera prima che avevo fatto le ore piccole mi addormentai nel prato, non so quanto dormii ma ad un certo punto nel dormiveglia sentii dei tonfi nell’ acqua come se qualcuno gettasse dei sassi, subito pensai che una trota aveva abboccato e stava saltando nell’ acqua mi sovenne in mente il proverbio di chi dorme non piglia pesci, ma quando aprii gli occhi e presi la canna per recuperare la lenza restai pietrificato ! Nell’ altra sponda a non piu’ di quindici metri una splendida femmina di capriolo stava bevendo e mi accorsi che era lei che tuffando il muso nell’ acqua faceva quel rumore di tonfi che mi svegliarono. Restai immobile domandandomi il perché non mi sentiva perché sebbene questi ungulati non hanno una buona vista pero’ l’olfatto è molto sviluppato e ti fiutano a piu’ di cento metri .Capii subito, non mi sentiva perché avevo il vento a favore infatti un leggero venticello mi veniva incontro . Passarono alcuni minuti io
trattenevo il respiro per godermi lo spettacolo , ad un certo punto
alzo’ di scatto la testa e annuso’ l’aria forse aveva fiutato
qualcosa di strano , tuffo' per l' ultima volta il muso e camminando
ritorno’ nei suoi passi, fece pochi metri e si giro’ ancora
verso il laghetto questa volta i nostri occhi si incrociarono mosse un po
le orecchie si volto’ e sempre camminando spari’ nel bosco . Nell ‘attimo che si giro’ notai che aveva la pancia molto grossa quasi toccava l’ erba sotto i piedi infatti tra metà maggio e metà giugno mettono al mondo i piccoli . In quel laghetto sono stato centinaia di volte sia prima di questo avvenimento e anche dopo nel frattempo ci sono stati diversi episodi ma ogni volta che ci torno il mio sguardo va’ nell ‘altra sponda e lei è ancora là che mi guarda con quegli occhi .
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