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Itele e Giordano a cura di Lucio Borga - novembre 2006 |
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Mia Madre mi
raccontava una leggenda che aveva sentito, quando era bambina. Era molto
difficile avvicinarle, e i giovani del luogo, nascosti dal fitto bosco, si
portavano sopra il dirupo per vederle, ma non appena queste si accorgevano
della loro presenza si nascondevano nelle grotte e sotto le cascate. Un giorno,
uno di questi giovani di nome Giordano dalla contrada Righi, riuscì ad
avvicinare una delle più belle, di nome Itele, e a vincerne la
diffidenza. I due si
frequentarono e s’innamorarono, ma lei non sembrava prendere in
considerazione le proposte di matrimonio di Giordano, che non si perse
d’animo finché Itele acconsenti di sposarlo. Andarono ad
abitare nella contrada Righi ed ebbero due Figlie. Una sera un
forestiero, forse un mercante di legname e di carbone, che stava risalendo
la valle, passando vicino alla Montagna Spaccata, sentì una voce che
ripeteva : ”Ometo, Ometo dalla cavallina bianca, dighe a Itele che Utele
xe morta.” Terrorizzato,
spronò il cavallo e di corsa giunse a Fongara dove raccontò il fatto. Il mattino
seguente, Giordano, andò come tutti i giorni, nel bosco a lavorare, ma
quando la sera rientrò a casa, non trovò Itele ad aspettarlo. La cena era
pronta, c’erano le Bambine, ma d’Itele nessuna traccia e anche le
ricerche dei giorni successivi non diedero frutti. Una mattina,
Giordano notò che le Bambine erano pulite e pettinate, fino ad allora non
l’aveva notato, tutto preso dalle disperate ricerche. Così la sera,
dopo averle addormentate, entrò nella sua camera e resto dietro la porta
ad ascoltare finché sentì aprire la porta e rumore di passi che
entravano nella loro camera. A questo punto il
racconto di mia Madre prevedeva l’entrata d’Itele dal buco della
serratura, ma, a me, l’idea di un’Itele che entra dal buco come un
topolino, non piace. Dopo aver
aspettato un pò di tempo andò davanti alla camera delle Bambine e,
aperta la porta, vide Itele seduta sul letto. Lei cominciò a
spiegare che era la figlia della Regina delle Anguane, Utele, e che era
destinata a regnare sulla Montagna Spaccata alla sua morte, aveva
acconsentito a sposarlo perché sperava che questo sarebbe successo più
tardi possibile, ma ora le Anguane avevano bisogno di Lei per sopravvivere
come l’arnia ha bisogno dell’ape regina. Alle insistenze di
Giordano perché restasse, Itele fece una proposta: “Io conto fino a
tre, se tu riesci a prendermi resterò per sempre con voi.” “Uno, due,
tre…” Giordano corse verso di lei, ma abbracciò l’aria. D’Itele
non si è più saputo nulla, di lei rimane la leggenda e il ricordo della
sua bellezza che si può ancora vedere nelle sue discendenti, le ragazze
della zona di Fongara.
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